La sfida commerciale
apr 03

Serve più tempo per dare forza al cambiamento: il Sinodo italiano continua

Alessia Guerrieri  - da www.avvenire.it - giovedì 3 aprile 2025

Alla fine della Seconda Assemblea sinodale è stato deciso di riformulare il documento finale e votarlo il 25 ottobre. Il testo andrà all’Assemblea generale Cei, che non si terrà a maggio ma a novembre

C’è bisogno di più tempo per formulare proposte concrete in grado di cambiare il volto della Chiesa. E così, al termine della Seconda Assemblea sinodale si è deciso che si tornerà a riunirsi ad ottobre per avere il tempo appunto di accogliere i suggerimenti dei delegati sulle Proposizioni. E così, accogliendo il sentire dei presenti, anche l’assemblea dei vescovi di fine maggio, che avrebbe dovuto discutere quel documento, viene spostata a novembre.

«Ci fa bene questo dinamismo, è il segno di una Chiesa viva - ha detto il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi al termine dei lavori nell’Aula Paolo VI - continuiamo a camminare, quanto ci fa bene camminare insieme. È forse dai tempi di Paolo VI che si tiene l’assemblea dei vescovi a maggio, un appuntamento fisso», che però verrà spostato in autunno.

Perciò, dopo aver ascoltato nei giorni dell’Assemblea sinodale, «sottolineature, esperienze, criticità e risorse che segnano la vita e la vitalità delle Chiese in Italia, con uno sguardo partecipe e responsabile», questa mattina i delegati hanno votato a larghissima maggioranza (su 854 votanti i favorevoli sono stati 835) la mozione con cui si stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo “Perché la gioia sia piena”, venga affidato alla presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, «provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi». Allo stesso tempo, l’assemblea ha fissato un nuovo appuntamento per la votazione del documento contenente le proposizioni per sabato 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione.

«La Chiesa non è composta da guide che ignorano il “sentire” del popolo (di Dio), tirando dritto come se avessero sempre ragione - le parole con cui il presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, il vice presidente della Cei Erio Castellucci, ha chiuso i lavori dell’Assemblea - ma è composta da guide chiamate a discernere la presenza e l’azione dello Spirito nel Popolo di Dio, del quale fanno parte. Si cresce insieme, ciascuno secondo i propri doni e le proprie responsabilità». Il testo proposto «di fatto è apparso inadeguato - ha proseguito -, perciò l’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti». I gruppi in queste due mezze giornate «hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo - ha concluso Castellucci - che tuttavia non si presenta ancora maturo».

Ora, insomma ci si rimetterà in cammino, dopo essersi ascoltati ancora in questi giorni. «Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia - è parte del messaggio conclusivo che i partecipanti invieranno a Papa Francesco -. Gioia e responsabilità sono i due sentimenti che ci hanno animato e che Le consegniamo, Santità, con la fiducia e l’affetto dei figli».

© Riproduzione riservata

Pagelines | Design